Tre autori a Tuscania Libri II edizione

Un bel ricordo di Tuscania Libri, del quale ringrazio Tiziana Tiselli. È un breve video grazie al quale – oltre a sentire la sottoscritta che vi dice due casotte de “Il magnifico perdente”, “Costanza Sicanie Regina” e “Il colore dell’anima” – potrete conoscere la bravissima Elide Ceragioli, luminosa e sorridente, e il vulcanico Marco Cibecchini.

Costanza Sicanie Regina in sconto fino a Natale

Natale è ancora lontano, ma almeno fino al 25 dicembre terrò il cartaceo del romanzo storico Costanza Sicanie Regina a quello che chiamo “prezzo fiera”, ossia 10€ a copia invece di 12,48€.
Ho deciso di scendere sotto il prezzo di mercato perché sono consapevole della situazione. Sempre meno persone hanno un lavoro, molti di coloro che l’hanno lottano per tenerlo e non è detto che vincano questa battaglia.
Io al momento un lavoro ce l’ho.
Agli occhi di molti, magari è un lavoro semplice, ma a me piace molto. Sono tra gente seria che ride un mucchio, attraverso Roma avanti e indietro tre ore al giorno per mantenere questo dovrebbe essere un diritto ma, oggi come oggi, è diventato un privilegio. Proprio sapendo cosa vuol dire trovarsi in ristrettezza, ho fatto questa scelta.
Non credo che deprezzi il mio lavoro. È vero che i miei libri precedenti costavano più di 12€, ma essendo pubblicati da case editrici includevano il prezzo della distribuzione e degli intermediari. Un romanzo storico è impegnativo da scrivere, lo so: bisogna comprare saggi, fare trasferte. Ma non mi sento sminuita nel calare il prezzo. Mi sento fortunata perché posso farlo.
Ho approfittato per rivedere attivamente il mio brutto rapporto con i caporali, sempre corretto tuttavia mai motivato dagli editor del mio passato più lontano. Questo perché io sono ancora abituata a usare i trattini per i dialoghi, mi si è sedimentata l’abitudine e il caporale mi richiede una riflessione conscia che cozza un po’ con il processo di revisione “sostanziale”.
Ho emendato di questi difetti il testo, del cartaceo e del digitale.
Ora, se lo metterete sotto l’albero farete davvero una splendida figura…

scrivere un romanzo storico-consiglio 6

Meglio sempre verificare se una certa pianta o un certo animale fossero già noti nel luogo e nell’epoca in cui ambientiamo la nostra storia. Trimalcione non avrebbe potuto mangiare pane e marmellata. Petrarca non poteva dimenticare le sue pene d’amore con un bel piatto di pasta al pomodoro. Qualcosa di giallo che si trova in un’epoca precedente alla scoperta dell’America si può paragonare allo zafferano o al tarassaco, ma non al girasole. 

Criticità che ho incontrato – inizialmente il termine di paragone era proprio il girasole – e superato qui:

Anche Roma era dorata, fuori da Santa Maria in Turribus. Il cielo turchese e senza una nube sembrava di smalto, i pioppi erano ingioiellati delle loro foglie. Un vento lieve le agitava sui rami e le sollevava dal suolo, trasfigurandole in petali di tarassaco. 

E via dicendo. Vita triste senza la cioccolata? Sì e no. Seppur non dotati di effetto droga, anche il miele e le spezie svolgono il loro (s)porco lavoro consolatorio nei dolci del passato. Provare per credere.

Siccome sono tutto meno che maestrina, sappiate che inizialmente nel romanzo Costanza Sicanie Regina la protagonista pregava accomodata su un inginocchiatoio. Dopo dieci revisioni mi è sorto un piccolo dubbio sull’esistenza di quell’arredo e… tadàn! In effetti ero in anticipo di cento anni. Prontamente sostituito con una perifrasi.

scrivere un romanzo storico-consiglio 5

La storia è sporca. Lercia. Puzza. Specie in alcuni frangenti. Sempre per rispettare la credibilità, un bandito o un pirata non potevano essere profumati ed eleganti come don Vito Corleone nella mitica apertura di The Godfather. Può non essere piacevole, ma bisogna avere il coraggio di dipingere in maniera credibile alcuni dettagli. O aggirarli e approfondire l’argomento solo quando ci si occupa di epoche o figure note per l’igiene. Meglio dire meno che non dire il vero.

Per esempio una frase del genere…

Rimase perplessa quando vide il re dormire scomposto sul letto, senza lenzuolo e senza null’altro. Chiuse gli occhi, com’era giusto, e quasi trattenne il fiato. Poi, però, li riaprì e lo guardò. 

… non l’avrei scritta mai per il Re Sole. Me lo avrebbero impedito l’amor del vero e il rispetto per il mio stomaco. Il Re Sole non aveva il capelli L’Oreal come nella serie tv Versailles. Lui avrebbe lasciato lo stampo d’unto sul cuscino. Nope.