I libri degli altri – gennaio 2021

Vivo benissimo senza scrivere, non so farlo senza leggere. Per questo, mi riprometto nell’essere più metodica nel raccontare le mie letture, perché di cose belle – quali i libri sono – non si parla mai abbastanza.

Ada o ardore

Ho un debole conclamato per i narratori russi e la prima lettura del 2021 me l’ha confermato una volta di più. Ada o ardore di Nabokov è un libro barocco, psichedelico a tratti, scritto splendidamente, in maniera lussureggiante, apoteosi di dettagli e giochi di parole, tra suoni, sillabe ed evocazioni. Forse il traduttore non sarà stato molto felice, ma per me – lettrice con il culto della parola anche a sé stante – è stato un vero godimento. Un libro ricchissimo, da centellinare. Alice nel paese delle Meraviglie si chiama Ada e vive a Ladore, su Antiterra. Ma di questo ci importa ben poco, perché potrebbe vivere nel nostro mondo ed essere, com’è, un’aristocratica russa di ottima educazione e aspetto intrigante. A tal punto che Van, più-che-cugino, non sa resisterle. Il loro amore carnale e spirituale si dipana lungo tutta una vita, tra drammi, separazioni, compiacimenti intellettuali e laide soddisfazioni. Da gustare.

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La storia è sporca. Lercia. Puzza. Specie in alcuni frangenti. Sempre per rispettare la credibilità, un bandito o un pirata non potevano essere profumati ed eleganti come don Vito Corleone nella mitica apertura di The Godfather. Può non essere piacevole, ma bisogna avere il coraggio di dipingere in maniera credibile alcuni dettagli. O aggirarli e approfondire l’argomento solo quando ci si occupa di epoche o figure note per l’igiene. Meglio dire meno che non dire il vero.

Per esempio una frase del genere…

Rimase perplessa quando vide il re dormire scomposto sul letto, senza lenzuolo e senza null’altro. Chiuse gli occhi, com’era giusto, e quasi trattenne il fiato. Poi, però, li riaprì e lo guardò. 

… non l’avrei scritta mai per il Re Sole. Me lo avrebbero impedito l’amor del vero e il rispetto per il mio stomaco. Il Re Sole non aveva il capelli L’Oreal come nella serie tv Versailles. Lui avrebbe lasciato lo stampo d’unto sul cuscino. Nope.

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Questo è uno dei punti più dolenti nei romanzi storici con protagonista femminile. Donne ribelli, emancipate, con stima di sé, profonde domande e vasta cultura ci sono sicuramente state. Ed erano così eccezionali da essere ricordate, perché non costituivano la regola. Il tradimento era normale come l’analfabetismo, di parto si moriva, male e di continuo, l’uomo era superiore e nessuno contestava la questione. Di solito non se la ponevano proprio, ecco. Non esisteva. Perché si era immersi in quel mondo. Che può non piacerci, ma era così. Per cui, la scelta è tra lo strizzare l’occhio al lettore – finendo per raccontare nostri di contemporanei… in costume – o lavorare sulla credibilità, che suscita reazioni più complesse e persino contraddittorie – puoi trovare urticante un personaggio dalla mentalità opposta alla tua, perché realistica – ma altrettanto coinvolgenti.

Scrivendo Costanza Sicanie Regina mi sono trovata in difficoltà davanti a una frase che reputavo corretta, ma temevo venisse accolta male dalle lettrici. Non ve la citerò, ma vi dirò che si trova nel capitolo 33. Ho voluto inserirla lo stesso, perché la reputavo coerente con la mentalità dell’epoca, con i personaggi e il loro sviluppo. Che fatica! Perché se applicassi un pensiero del genere su me stessa, mi prenderei a schiaffi da sola. Ma io sono nata nel 1978.

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“Buongiorno, mi chiamo Micheal Scott ma sarò conosciuto come Michele Scoto, per la simpatica ironia dei liceali brufolosi. Dovrei essere a Oxford ma non so perché mi trovo a Palermo!” Inizio scherzoso che prende spunto da un libro letto, peraltro edito da grande casa editrice con agganci internazionali (e sono sicura che a breve il romanzo arriverà in Italia), in cui la metà dei personaggi – ma anche dei palazzi – non sono dove dovrebbero essere. Tizio, presente storicamente in un certo luogo e in un dato anno, compare da tutt’altra parte nello stesso periodo. Il palazzo X, invece che di qua, si trova di là. E via dicendo. Caposaldo del romanzo storico è che i fatti assodati vanno rispettati. Poi con quelli ambigui si può giocare, nella parte in ombra si può inventare rispettando, chiaramente, una logica e una plausibilità. Il meccanismo è divertente, ma qualche regola ce l’ha. Quindi, attenzione: realizzate delle belle tavole sinottiche per sapere sempre chi-è-dove-sta-cosa-fa. Excel serve anche a scrivere romanzi!

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Mi secca tantissimo quando sono immersa in un bel romanzo storico e, tra farsetti o tuniche, sbucano i centimetri. Il sistema metrico decimale inizia la sua conquista del mondo al tempo della Rivoluzione francese, in Italia si impone con l’unità. La misurazione delle ore è questione ancora più spinosa. Nel dubbio, non riferitevi a secondi o minuti. Piuttosto optate per istanti, attimi, momenti. Non mi addentro nel ginepraio monetario, ma ogni epoca e ogni zona a lungo ha avuto il suo conio specifico e mutevole… bisogna armarsi di santa pazienza e cercare. Chiedere, se non si trova, con la consapevolezza che se siete degli autori “ignoti” come la sottoscritta, non tutti vi risponderanno. Anzi, spesso vi ignoreranno. Ma voi continuate, testardamente. Perché quelli che snobbano la vostra richiesta di consiglio, sono proprio quelli che vi crocifiggeranno per una svista.