Al Liceo Scientifico Leonardo Murialdo di Albano Laziale

Da una cosa buona, ne nasce sempre un’altra. La recensione apparsa qualche tempo fa su TSD e che ho riportato nel post precedente è stata anche il punto di partenza e lo spunto per Francesca, l’autrice del testo, e per un’insegnante che la conosce e lavora al liceo. Da lì a poco, ci siamo sentite e ognuna ha fatto la sua parte in maniera impeccabile per coltivar e far germogliare l’idea di un incontro con gli studenti.

E così sono stata ospite di una classe del Liceo Scientifico Leonardo Murialdo di Albano Laziale. CalpurniaHo cercato di concentrare e di offrire loro tutto l’amore per la lettura, per la vita che trasuda da Storia e poesia, tutto l’amore per quegli anni feroci e splendidi (e no, non parlo del I secolo a.C. ma dell’adolescenza) in una quarantina di minuti.

Sperando di esserci riuscita, ringrazio e ringrazierò sempre chi ha reso possibile questo incontro: Francesca, che mi ha presentata alla scuola e mi ha aiutata in tutto il possibile, sempre gentile e sorridente, una persona splendida; la prof. Pennini, che ha preparato perfettamente i ragazzi a questo incontro, li ha seguiti e stimolati; Leone Editore, senza il quale semplicemente non ci sarebbe il libro e quindi nulla di ciò. Ma soprattutto, io ringrazio i ragazzi, che con occhi vispi mi sono stati ad ascoltare.

Mi sento sempre una liceale dentro, con i sogni in tempesta e la curiosità alle stelle. Incontrare questi giovanissimi – che hanno l’età che avevo io quando ho iniziato a scrivere – mi rigenera, cerco di dare loro il massimo ma l’energia che mi torna indietro è davvero tanta, più di quella che impiego. A questi ragazzi auguro una buona lettura e abbondanti libri e gioia.  E spero che occasioni come questa possano ripetersi anche in altre scuole. Perché la storia è piena di vita, è una scintilla di un grande fuoco. E se posso passare loro un po’ di quel magnifico calore, lo faccio con gioia.

presentazione a Sabaudia, 22-11-2015

Le partite che si giocano in casa non sempre sono quelle con maggiori possibilità di vittoria. Sicuramente sono le più impegnative, che ti portano a confrontarti non solo con il tuo gioco, ma anche con le tue emozioni e i tuoi ricordi, buoni o cattivi che siano.
Dopo questa metafora calcistica – o, nel mio caso, dovrei dire “da cestista molto dilettante” – lascio un rapido resoconto in soggettiva di questo evento di cui, a quanto pare, il paese ancora parla. Perché siamo state troppo brave.

squadra di donne, squadra vincente
squadra di donne, squadra vincente

A proporlo, immaginarlo e orchestrarlo è stata la vulcanica Marina Brucchietti, presidente dell’associazione “Un’altra… Sabaudia”.

Al suo fianco, a presentare, Piera Bigarelli, elegantissima e luminosa.

Abbiamo affrontato un attimo di impasse nella ricerca di una sede, perché Sabaudia ne offre di eccezionalmente belle. La linearità architettonica e la gestione degli spazi pubblici gioca a favore di ogni iniziativa.

A orientare la decisione è stato infine il genuino entusiasmo dimostrato dal DSC_0032Comandante della Scuola del Corpo forestale dello Stato, il dott. Alessandro Bettosi, che ha creduto in questo evento quando noi avevamo ancora dubbi sulla data. Il suo interesse non poteva lasciarmi indifferente (è un fan di CaioGiulio, sappiatelo!), così come non lo ha fatto il suo magnifico discorso introduttivo, il 22, nella Sala Conferenze della Scuola stessa.

Con un’energia invidiabile, in poco Marina ha fatto apparire locandine, inviti, decorazione floreale, buffet, banchetto per la vendita delle copie.
Intanto io montavo il video introduttivo, rivedevo i testi, facevo salire su questa nostra allegra barca due amici, nonché due attori: Stefano Saffioti e Giorgia Staiano. L’ho detto sempre: la mia vita dal percorso “originale” mi ha portato a conoscere persone dei più disparati ambiti, accomunate dall’entusiasmo e dal talento.

Presenti circa settanta persone… un vero successo. Perché c’è da considerare una dura una DSC_0020realtà, e ciò che esistono tre tipi di esordienti: l’esordiente già noto, l’esordiente stimato-professionista-del-luogo e l’esordiente e-tu-chi-saresti. Io appartengo alla terza categoria.

C’erano tanti, tantissimi abitanti di Sabaudia e dintorni, in un clima di entusiasmo condiviso.
Ho cercato di dare loro il meglio, spero di averli così ringraziati della presenza. Avrei voluto fossero ancora di più, perché mancavano i miei coetanei, le persone che avevano diviso con me la crescita. Ma abbiamo festeggiato tenendo nel cuore anche chi sarebbe voluto venire, ma non ha potuto farlo.

D’altronde la presentazione è stata anche una celebrazione della vita e dei sentimenti che accomunano in una sola catena gli esseri umani di ogni epoca.
A quel punto, il tempo non esiste più.
Non ha peso, non c’è. Tra noi e loro c’è un velo impalpabile e nulla più.

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Con Stefano Saffioti e Giorgia Staiano, che ci hanno fatti emozionare!

Abbiamo parlato di Calpurnia, della sua famiglia, del suo mondo… di un “easter egg” nascosto nel De bello gallico, di padri e di figlie e del loro smisurato e dannoso amore, di sfide, di scelte di vita, di poesia, di razionalità, di Plutarco ed Eva Cantarella, Livio e Goldsworthy.
Il tutto con, alle spalle, le onde del mare che si sovrapponevano con dolcezza alla copertina del libro, per evocare quella sottile linea blu che ci accomuna, ci avvicina, ci unisce.

Far circolare l’energia vitale è facile, quando si parla di ciò che si ama, del mondo in cui si è scelto di far albergare il nostro io più profondo, quello che nessun limite spazio-temporale potrà bloccare.
DSC_0056 Ci sarebbero state tante altre cose fantastiche da dire e condividere, ma il buio di novembre ha nascosto presto la bella pineta al nostro fianco.
E tra baci, abbracci, firme e pasticcini è finita una giornata che io non dimenticherò.
E chissà che anche i presenti non la ricordino a lungo. Se ricorderanno chi è Calpurnia, a me basta già.
Con un grazie a tutti coloro che con il loro lavoro, la loro disponibilità e la loro fiducia hanno reso possibile questa presentazione.