Cosa bolle in pentola

Nei prossimi mesi uscirà un romanzo a cui tengo molto, che ha marcato una fase di profondo cambiamento  nel mio atteggiamento verso la realtà che mi circonda e anche verso la scrittura. È un libro che mi ha riportato la luce, per quanto sia introspettivo e malinconico. Tenerci in questa maniera mi ha spinta a uscire dalla mia confort zone – nulla di più salutare – e a lottare per dargli il meglio. Mi sono beccata alcune dolorose a porte in faccia, ma a conti fatti sono molte di più quelle che ho sbattuto io. Se penso ai “No, ho una dignità!.” che ho detto, mi chiedo se sono davvero io, la Sonia che deve sempre fare Buon Viso a Cattivo Gioco, Vincolata alle Responsabilità, che avanza mugugnando tra i denti un amaro“stacce”Oppure la vera Sonia è questa? Non somiglia molto a quella ragazzina di quindici anni che si alzò e se ne andò durante una delle cerimonie più importanti del gruppo scout, perché era scivolato distante dai principi di BP? Quella che sbatté il compito di matematica sulla cattedra del professore, perché i voti dei compagni che avevano copiato da lei erano più alti del suo?  Ma credo così tanto in questo libro,  che non ho fatto un solo passo indietro e mi sono riconosciuta. Non posso, chiaramente, dire molto sul romanzo che verrà. Intanto uno “spoiler” arriva da qui e per incuriosire i miei lettori, fornirò qualche indicazione a seguire…

Un “bah” per Vox

Difficilmente leggo l’ultima uscita arroccata in vetta alle classifiche. Essendo a conoscenza di alcuni meccanismi editoriali volti a creare il “fenomeno del momento”, è più probabile che io giri tra gli scaffali bassi e nascosti delle librerie o setacci direttamente i siti delle piccole case editrici. Di Vox però mi sono incuriosita, perché leggo anche distopico  e l’esperienza che ho avuto pubblicando Far West mi ha confermato le potenzialità del genere e i pregiudizi verso lo stesso. Così Vox me lo sono comprato e letto, contribuendo anche io, con la mia moneta, ad alimentare le classifiche.  Non posso dirmi del tutto soddisfatta: Vox è un libro strano, con un paio di spunti molto validi, senza i quali l’avrei bocciato eppure ritengo che vada letto con attenzione.  Qui a seguire vi spiego il perché nel dettaglio. [trovate parte di questa recensione anche su Amazon]->…

Letture e riletture 2018: eros per mettere a nudo il tempo

Il mio proposito di rileggere un classico al mese ha avuto una battuta d’arresto tra maggio e giugno, complice un intervento ortodontico problematico e un lutto in famiglia. La vita è così: quando chiama devi rispondere, non c’è sfida virtuale che tenga. Potrei dire che tra maggio, giugno e luglio mi sono dedicata a letture “calienti”. In realtà io, l’eros e affini facciamo a schiaffi. Seguo con curiosità i risultati strabilianti che l’erotico ottiene su Amazon e la spinta che offre alle vendite  di narrativa generale, ma non so maneggiarlo. Vuoi perché amo i miei personaggi al punto da rispettarli come fratelli, vuoi perché ridicolo e cattivo gusto sono dietro l’angolo, resto sempre a una certa distanza dai letti. Tanto tengo alla larga l’erotismo di inchiostro, quanto mi incuriosisce il segreto del suo successo. E da figlia di Ulisse che vuole capire tutto,  ho dedicato letture e riletture  di questi tre mesi faticosi a eros e dintorni. E sono giunta a una conclusione: il genere erotico mette a nudo i tempi un cui viene scritto. Continuate a leggere, perché ora vi spiego cosa intendo. 

Amici che non leggono, sconosciuti che lo fanno

Di solito non frequento blog, gruppi social o forum per autori. Mi fanno lo stesso effetto di Google quando ho un leggero malessere: alla seconda ricerca, sono certa di avere un piede nella fossa. I gruppi di autori che discettano di scrittura ed editoria mi creano un sacco di ansie e paranoie, peggio che i colloqui tra genitori e professori quando andavo a scuola. Ma, di recente, li sto bazzicando per necessità. Qualche sera fa mi sono imbattuta in una frase, riportata su un forum molto attivo nell’ambito dell’editoria, che suonava più o meno così, “Se nemmeno i tuoi amici leggono quel che scrivi, perché dovrebbe farlo uno sconosciuto?” Questa lapidaria sentenza mi ha colpita particolarmente, perché si è ricongiunta a un discorso fatto con un’amica qualche sera prima. Una di quelle chat vocali che si trasforma in una chiacchierata a scaglioni, tra un autobus da inseguire e un piatto da sfornare.