scrivere è conoscersi nudi

Ieri una persona mi ha dedicato una frase che mi ha mozzato il fiato. Stavo ringraziando, perché mi era stata concessa l’occasione di lavorare due giorni in un contesto impegnato, segno di grande fiducia. Lui mi ha detto: “Ho letto quello che scrivi. Come potevo non fidarmi?”
Ho pensato che proprio così ho conosciuto molte persone fantastiche. Normalmente ci si incontra, ci si studia, si parla. Poi ci si spoglia, metaforicamente e magari anche non.
Leggendo, il processo si inverte: ci si conosce nudi.
Perché, anche quando non si scrive di sé, il verbo, la parola, è sempre soffio dell’anima, quanto di più intimo e vibrante si possa mostrare. Poi si scoprono gli abiti che indossiamo tutti i giorni, la pelle, i peli, le maschere e gli occhiali, il trucco e il tono della voce e tutte le protezioni che ci ricoprono.
Ma l’essenza è già nota, indimenticata ed è ciò che più conta.

il prossimo romanzo storico – quarto indizio

Oh, questo è difficile. L’indizio sul mio prossimo romanzo storico, nascosto tra le note di questa canzone, è comprensibile solo per i veri pro, per quelli che si fomentano davanti a un libro polveroso come in troppi fanno davanti alla casa del Grande Fratello. Perché le scelte hanno sempre un prezzo, ma non è detto che accettare di pagarlo sia sufficiente a chiudere i conti con sentimenti che, a volte, vanno avanti fino alla fine. E sapete cos’è? Non è un romanzo. È vero. È la vita. Che fa male ed è favolosa. Buona danza, per tutta la vita, fino alla fine dell’amore, ammesso che questo abbia un termine. E poi c’è la voce roca e profonda di Leonard Cohen, che sembra essersi fumato tutto il tabacco di Cuba e potrebbe… vabbè, se avete problemi con il browser godetevi il tutto a questo link

Nuovo vocabolario

Trovo che il concetto da me coniato di verginità da partita IVA sia poetico e tragico insieme, denso di suggestivi richiami al tanto favoleggiato ius primae noctis – prurigine romanzesca e cinematografica – che tuttavia non esisteva.
Mentre con il fisco italiano esiste. 

il prossimo romanzo storico – terzo indizio

Vi è mai capitato di chiamare “mamma” o “papà” dei cari amici, di amarli come parenti e anche di più? A me sì. La mia vice-famiglia è più ligure del pesto, anche se ora non abitano più a Genova. Nel 2001 andai a trovarli e ricordo in particolare due aneddoti: Dario, che mi portò a vedere i carruggi indicandomi anche, con scrupolo da vera guida, dove si trovavano i bordelli. E Mariuccia, parlandomi di Boccadasse, mi disse che, se volevo capire Genova, dovevo ascoltare Creuza de mä. Ed è la canzone-indizio che vi propongo a febbraio. La data di uscita del prossimo romanzo storico si avvicina e più di qualcuno, a questo punto, unendo i puntini avrà capito di chi si parla. Sul sito di Oakmond Publishing si accenna all’epoca, le canzoni che ho proposto parlano di alcuni temi e  sono legate a due luoghi ben specifici. Un’intelligenza artificiale avrebbe già svelato il mistero. E voi? È stato dolce e amaro ripercorrere certi luoghi e certe memorie, scrivendo. Tante cose sono cambiate dalle mie estati infinite con la famiglia Fiore, resta a legarci un amore così forte che non va per il sottile davanti alla collocazione geografica o dalla mera permanenza su questa terra. Come sempre, se avete qualche problema di browser il video della canzone lo trovate qui.

il primo re e la mia recensione

Anni fa, avevo già messo la parola fine al mio terzo romanzo, Patres, quando ho scoperto che sarebbe uscito un film di tema analogo, più o meno nello stesso periodo in cui auspicavo uscisse il libro. I tempi di lavorazione e pubblicazione sono lunghissimi, in entrambi i casi. Finalmente ieri Il primo re, film di Matteo Rovere sulla fondazione di Roma, è giunto sul grande schermo. Essendo Patres nelle librerie in ottobre, la materia per me è fresca e viva, quindi sono andata a vedere il film con molta curiosità e senza attese, per potermelo godere e poterlo accogliere, punto su cui noi appassionati di storia antica spesso pecchiamo. Il mio giudizio è quindi articolato e pieno di spoiler, perché ogni affermazione, che sia un elogio o una critica – ci sono entrambi – è motivata. Per cui, continuate a leggere solo se avete già visto il film. Strappato il biglietto? Bene! Allora cliccate “continue reading” per la recensione de Il primo re.