riflessioni di un’istagrammer – l’immagine nella Storia

@A. Baldi –  illustrazione dell’estratto a fine post

Nell’era dei selfie e di Instagram, non nuoce una piccola riflessione sull’immagine nella Storia, pubblicata anche sulla mia pagina Facebook (la trovate qui).

Fino alla fine degli anni Novanta, ogni foto era una scommessa.
Si scopriva solo dopo qualche giorno se lo scatto era venuto bene, se quel momento a cui tenevamo tanto era stato immortalato. Bisognava trattarlo con cura, il rullino! Non era impossibile regalare una foto, ma era un gesto di valore: bisognava conservare con cura i negativi, pagare ogni copia.

Di recente mi sono imbattuta in una lettera che risale a 151 anni fa. 

una documentazione di… spicco

documentarsi cercando di essere… all’altezza!

Oggi sono bloccata a casa con una fortissima tosse, così mi sono messa in testa di impilarli tutti, o almeno tutti quelli che ho qui a Roma. Escludendo una ventina che sono rimasti in paese, i tre che mi stanno arrivando da Amazon, gli ebook, due che ho dimenticato di tirare giù dalla mensola e uno che ho prestato.
Sono i libri che ho letto per documentarmi e poi scrivere di Calpurnia, dei nativi americani in un ipotetico futuro, di due personaggi mitologici (di cui vi parlerò tra qualche mese), di un personaggio italiano tanto noto quanto umanamente sconosciuto (e spero di parlarvene in seguito), di una stupenda madre d’Italia (ho quasi finito la prima stesura e mi sono innamorata di lei) e del suo sorprendente ultimogenito (lo schema fermenta nella mia testa)…
Perché quando dico che leggere è un viaggio e scrivere è ballare un tango, sono seria.