Letture e riletture 2018: eros per mettere a nudo il tempo

Il mio proposito di rileggere un classico al mese ha avuto una battuta d’arresto tra maggio e giugno, complice un intervento ortodontico problematico e un lutto in famiglia. La vita è così: quando chiama devi rispondere, non c’è sfida virtuale che tenga. Potrei dire che tra maggio, giugno e luglio mi sono dedicata a letture “calienti”. In realtà io, l’eros e affini facciamo a schiaffi. Seguo con curiosità i risultati strabilianti che l’erotico ottiene su Amazon e la spinta che offre alle vendite  di narrativa generale, ma non so maneggiarlo. Vuoi perché amo i miei personaggi al punto da rispettarli come fratelli, vuoi perché ridicolo e cattivo gusto sono dietro l’angolo, resto sempre a una certa distanza dai letti. Tanto tengo alla larga l’erotismo di inchiostro, quanto mi incuriosisce il segreto del suo successo. E da figlia di Ulisse che vuole capire tutto,  ho dedicato letture e riletture  di questi tre mesi faticosi a eros e dintorni. E sono giunta a una conclusione: il genere erotico mette a nudo i tempi un cui viene scritto. Continuate a leggere, perché ora vi spiego cosa intendo. 

Riletture – Aprile 2018

Questo mese la rilettura è stata più faticosa, probabilmente perché proprio la mia quotidianità in questo periodo lo è. Immaginatevi un’alternanza continua di chiamate per colloqui di lavoro “urgentissimi”, per i quali non si può aspettare, che comportano  di riprogrammare la propria vita all’istante la propria agenda,  fra trasferte da un lato all’altro delle Capitale, paure, speranze, telefonate, bus e treni.  Che poi sarei una segretaria-impiegata, non un cardiochirurgo che, sì, se non corre sono guai. Queste continue telefonate sono delle vere e proprie scudisciate di adrenalina per me, che mi lasciano sfatta e stanca a livello mentale. Aggiungete un’abbondante manciata di solitudine nell’affrontare un quotidiano pieno di responsabilità e imprevisti, ed eccomi qui: lessa. Per cui ho scelto una lettura frizzante, anche se linguisticamente impegnativa come il Decameron. E adesso vi racconto la mia esperienza.

Rilettura 2018 – marzo

Questa voltato fatto sul serio. In febbraio, con Flaubert mi è piaciuto vincere facile, perché ho sempre amato la leggiadria e la minuzia della sua penna. E lo stesso vale per Remarque, anche perché apprezzo – pur soffrendo nella lettura – la narrativa di guerra. Adesso la lotta si fa dura, perché a marzo ho deciso di rileggere I Promessi SposiL’incontro tra la giovanissima Sonia e il signor Manzoni A. è avvenuto in V ginnasio ed è stato animato dalla stessa cordialità che i bravi riservano a Don Abbondio.
Fu una combinazione di fattori. E mi piace riportarli qui, perché il libro è un messaggero potente. Man mano che passano gli anni e lui passa di mano in mano, si trasforma. Non è più solo il contenitore della storia narrata e del suo autore, ma porta con sé anche  le storie di chi l’ha letto. E quella tra me e I promessi sposi è abbastanza speziata. Su Facebook la definiremmo una relazione complicata. Molto.
Iniziamo raccontando questo “fatale” primo incontro…

A cosa serve leggere – contro gli analfabeti funzionali e i leoni da tastiera

leggere v.tr. [sogg-v-arg] v.tr. [sogg-v-arg] 1 Riconoscere e interpretare i segni della scrittura con i quali è composto un testo Ed è sull’interpretare che si casca male, ormai. Nei tempi dei social, in cui sono richiesti  testi  sempre più brevi e semplificati, nei quali tutto deve essere riassunto da un’immagine con due righe di testo stampigliate su di essa, chi non è abituato alla lettura come piacere o esercita un lavoro che non la comprende tra le attività, può dimenticare come si fa. Ossia, decodifica i segni ma non ne comprende il significato, fermandosi all’interpretazione delle prime righe, spesso filtrate dall’esperienza vissuta personalmente dieci minuti prima, senza saper né astrarre né contestualizzare.
Perché vi dico questo?
Qualche giorno fa, nella mia terra, in provincia di Latina, è accaduta una tragedia.
E vedere come sia stata interpretata dai commentatori social è stato l’ennesima prova che il detto use it or lose it vale davvero per l’uso della materia grigia.

Letture & Riletture 2018 – febbraio

Anche a febbraio, oltre a due libri di recente pubblicazione, ho tenuto fede al mio impegno e mi sono dedicata alla rilettura di due classici:  Madame Bovary e Niente di nuovo sul fronte occidentale. Ho vinto facilmente la sfida di questo mese, perché per marzo il gioco si fa duro, avrò bisogno di qualche giorno in più  e devo anche prepararmi spiritualmente… Ne riparleremo! Intanto, ecco il racconto della mia esperienza di rilettura a febbraio 2018.

Non ricordo quanti anni sono passati da quando ho letto Madame Bovary. Probabilmente avevo l’età della protagonista nel momento in cui incontra e sposa il buon Charles, o poco più. Rimasi però fulminata dalla precisione linguistica di Flaubert, che si sposa con una leggiadria rara. Chissà perché, quando noi moderni ci mettiamo a descrivere qualcosa, diventiamo noiosi e pesanti. Io, in particolare, detesto le descrizioni ingolfate di marche e nomi tecnici per ricordare che, hey, questa è la realtà, bimba. Qui c’è un’altra classe, si percepisce quel discrimine tra il classico immortale e il prodotto che, per quanto bellissimo, prima o poi verrà dimenticato: questa è Arte.