Quando ve le racconto

Mi piace raccontare le storie di persone che mi hanno fatto felice. Poca importa se sono vissute prima di me. La vita è virale, è piena, è contagiosa e non bada ai calendari. L’ultima volta che l’ho fatto la potete vedere in questo video. Buon viaggio!

 

Riletture – Aprile 2018

Questo mese la rilettura è stata più faticosa, probabilmente perché proprio la mia quotidianità in questo periodo lo è. Immaginatevi un’alternanza continua di chiamate per colloqui di lavoro “urgentissimi”, per i quali non si può aspettare, che comportano  di riprogrammare la propria vita all’istante la propria agenda,  fra trasferte da un lato all’altro delle Capitale, paure, speranze, telefonate, bus e treni.  Che poi sarei una segretaria-impiegata, non un cardiochirurgo che, sì, se non corre sono guai. Queste continue telefonate sono delle vere e proprie scudisciate di adrenalina per me, che mi lasciano sfatta e stanca a livello mentale. Aggiungete un’abbondante manciata di solitudine nell’affrontare un quotidiano pieno di responsabilità e imprevisti, ed eccomi qui: lessa. Per cui ho scelto una lettura frizzante, anche se linguisticamente impegnativa come il Decameron. E adesso vi racconto la mia esperienza.

Natale di Roma: qualche pensiero

Roma non è soltanto una entità geografica. Roma non è circoscritta da fiumi, monti o mari. Roma non è un fatto di razza, sangue o religione: Roma è un idea.Roma è la più sublime personificazione della libertà e della legge mai realizzata dal genere umano da quando, diecimila anni fa, i nostri antenati sono scesi da quei monti e hanno imparato a vivere in comunità obbedendo alla legge.
Marco Tullio Cicerone

una vita da…

Lo so, siete tutti preparati, avete studiato musica fin da bambini, siete cresciuti in famiglie con una cultura musicale e quello che vi rivelerò è una macchia indelebile sulla mia già scarsa credibilità. Il punto è che non sarà un capolavoro di quelli che durano secoli, ma “Una vita da mediano” sembra la mia storia, parola per parola.
Una vita da mediano/da chi segna sempre poco/che il pallone devi darlo/a chi finalizza il gioco
Almeno in questo periodo, mi sento come un mediano spompato. Corro qui e là per risolvere problemi che dipendono da me in minima parte, ce la metto tutta per concludere qualcosa di concreto e soddisfacente e… nulla! Così avrei bisogno di sedermi un po’ in panchina. Oppure di fare un gol. Che a volte tanto basta.

p.s. scandalizzatevi pure, ma tanto lo so che la strofa l’avete canticchiata.