Lo stato dell’arte (di vivere)

Che fine ha fatto la mia promessa di leggere un classico al mese per tutto il 2018? E il proposito di tenere aggiornata la pagina? Si perdono, a volte, o per meglio dire si sospendono, quando la vita impegna ancora più del solito. Sono stati mesi cupi, gli ultimi due, ma facciamo anche tre. Mesi di dolore fisico, per me, e di dolore psicologico per alcune persone che mi sono care; mesi di lutto e di dentisti, mesi di suture e treni. Come sempre, la vita somiglia al mare e alterna tempeste a periodi di bonaccia. Non va considerata un male solo perché a volte duole, direbbe Italo Svevo attraverso il suo Zeno. Certo, la profonda stanchezza mi ha portato a tagliare alcuni rami che ritenevo ormai infruttiferi, come collaborazioni mai decollate o senza possibilità di ulteriore sviluppo. Quando le energie sono poche, si diventa più severi, si dicono più no, e questo è un bene.  Ogni stagione ha il suo senso, vediamola così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *