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una documentazione di… spicco

documentarsi cercando di essere… all’altezza!

Oggi sono bloccata a casa con una fortissima tosse, così mi sono messa in testa di impilarli tutti, o almeno tutti quelli che ho qui a Roma. Escludendo una ventina che sono rimasti in paese, i tre che mi stanno arrivando da Amazon, gli ebook, due che ho dimenticato di tirare giù dalla mensola e uno che ho prestato.
Sono i libri che ho letto per documentarmi e poi scrivere di Calpurnia, dei nativi americani in un ipotetico futuro, di due personaggi mitologici (di cui vi parlerò tra qualche mese), di un personaggio italiano tanto noto quanto umanamente sconosciuto (e spero di parlarvene in seguito), di una stupenda madre d’Italia (ho quasi finito la prima stesura e mi sono innamorata di lei) e del suo sorprendente ultimogenito (lo schema fermenta nella mia testa)…
Perché quando dico che leggere è un viaggio e scrivere è ballare un tango, sono seria. È un’avventura che va affrontata con leggerezza – pochi di noi ne vivono, io men che meno – ma anche con grande impegno. Si entra nelle vite dei lettori, si toccano le vite di chi ci ha preceduto, si lavora con uno staff che ha delle esigenze pratiche aliene all’autore ma fondamentali per la riuscita del suo libro. Insomma, bisogna procedere in punta di piedi, con garbo e allegria, con la soavità di Campanellino. Ma vale la pena di nutrire queste accortezze.
E voi, riconoscete qualche libro?

una documentazione di… spicco

documentarsi cercando di essere… all’altezza!

Oggi sono bloccata a casa con una fortissima tosse, così mi sono messa in testa di impilarli tutti, o almeno tutti quelli che ho qui a Roma. Escludendo una ventina che sono rimasti in paese, i tre che mi stanno arrivando da Amazon, gli ebook, due che ho dimenticato di tirare giù dalla mensola e uno che ho prestato.
Sono i libri che ho letto per documentarmi e poi scrivere di Calpurnia, dei nativi americani in un ipotetico futuro, di due personaggi mitologici (di cui vi parlerò tra qualche mese), di un personaggio italiano tanto noto quanto umanamente sconosciuto (e spero di parlarvene in seguito), di una stupenda madre d’Italia (ho quasi finito la prima stesura e mi sono innamorata di lei) e del suo sorprendente ultimogenito (lo schema fermenta nella mia testa)…
Perché quando dico che leggere è un viaggio e scrivere è ballare un tango, sono seria. È un’avventura che va affrontata con leggerezza – pochi di noi ne vivono, io men che meno – ma anche con grande impegno. Si entra nelle vite dei lettori, si toccano le vite di chi ci ha preceduto, si lavora con uno staff che ha delle esigenze pratiche aliene all’autore ma fondamentali per la riuscita del suo libro. Insomma, bisogna procedere in punta di piedi, con garbo e allegria, con la soavità di Campanellino. Ma vale la pena di nutrire queste accortezze.
E voi, riconoscete qualche libro?

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