il primo re e la mia recensione

Anni fa, avevo già messo la parola fine al mio terzo romanzo, Patres, quando ho scoperto che sarebbe uscito un film di tema analogo, più o meno nello stesso periodo in cui auspicavo uscisse il libro. I tempi di lavorazione e pubblicazione sono lunghissimi, in entrambi i casi. Finalmente ieri Il primo re, film di Matteo Rovere sulla fondazione di Roma, è giunto sul grande schermo. Essendo Patres nelle librerie in ottobre, la materia per me è fresca e viva, quindi sono andata a vedere il film con molta curiosità e senza attese, per potermelo godere e poterlo accogliere, punto su cui noi appassionati di storia antica spesso pecchiamo. Il mio giudizio è quindi articolato e pieno di spoiler, perché ogni affermazione, che sia un elogio o una critica – ci sono entrambi – è motivata. Per cui, continuate a leggere solo se avete già visto il film. Strappato il biglietto? Bene! Allora cliccate “continue reading” per la recensione de Il primo re.

leggere e mangiare

Leggere è uno dei piaceri della vita, ma anche il mangiare non scherza. Unire le due cose ha del sublime.
A “Più libri, più liberi” ho acquistato un libro che puntavo da un po’: Samnes che, chiaramente, parla dei Sanniti. Mentre stavo leggendo, mi sono imbattuta in una descrizione che mi ha fatto venire l’acquolina in bocca.

… Latte di capra e biscotti dolci di farina di farro con mandorle. Era questa la colazione che Ovia portava tutte le mattine alla sua padrona.

Così ho deciso di preparare dei biscotti ispirati a questa descrizione, amichevolmente detti “biscottini more antiquo”. Proseguendo nella lettura, troverete quale sfiziosa informazione in più!

il prossimo romanzo storico-primo indizio

Come vi avevo accennato in questo post nel 2019 uscirà un nuovo romanzo storico per Oakmond Publishing. Non voglio fornire anticipazioni moleste, ma desidero stuzzicare gli eventuali curiosi. Così, da questo mese e fino a giugno, posterò una canzone che, in qualche maniera, si collega al libro che verrà. Mi diverto molto a mischiare aulico e pop, sacro e profano, pubblico e privato e questo è un gioco che gratifica me per prima. Per il mese di dicembre ho programmato la splendida “While my guitar gently weeps” dei Beatles. Gli indizi che fornisce riguardano il luogo e lo strumento musicale. Forse qualche history geek ha già capito tutto, ma considerando come certi temi di studiano a scuola, sono certa che i più saranno sorpresi. Per chi avesse problemi di visualizzazione nel browser, il link al video musicale è questo.

Quel gran capoccione di Caio Giulio

Da qualche giorno la rete fa un gran parlare di un’opinabile ricostruzione del cranio di Caio Giulio Cesare, eseguita da alcuni ricercatori olandesi, probabilmente dopo un giro d’erba di troppo. Mi hanno chiesto di dire la mia (o meglio, mi hanno chiesto che ne penserebbe Calpurnia!) e così ho esposto la mia opinione in questo link, mantenendo il mio solito tono: ironico, a tratti irriverente, ma con affermazioni documentate e opinioni circostanziate.  Non la riporto qui, per non incorrere in penalizzazionidi Google, a cui non piace che un testo sia riportato su due siti, anche se sono entrambi i miei. Diciamo che boccio la ricostruzione del cranio di Cesare, con  allegria.  Poi c’è anche questo saggio, decisamente professionale, che ho trovato molto interessante. Sì, Cesare era un bel capoccione, nel senso che aveva una testa voluminosa – ma non deforme – e bella piena di mente e di idee.  Qui, ad esempio, lo vediamo in versione intellettuale, con i miei occhiali da miope…  Che a lui stanno anche bene, molto meglio che a me (peraltro si vede la montatura che ho rotto a basket due anni fa e  ancora non ho potuto ricomperare). D’altronde lui discende da Venere, io da Pollon!