Il mio grosso, grasso SalTO19

… E in ritardo, aggiungerei! Perché, sì, è passata più di una settimana dal Salone del Libro di Torino 2019 e solo ora tiro le somme. Tempeste familiari e incertezze lavorative rendono impossibile la programmazione della mia vita materia quotidiana, nel senso che navigo a vista, figuriamoci se riesco a pianificare i post.

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Alla ricerca del tempo… rubato dai social

Negli anni Novanta, ogni estate, partecipavo a quello che noi scout chiamavamo “campo estivo”: dieci o quindici giorni in tenda, in mezzo ai boschi dell’Appennino centrale, immersi nelle nostre grandi avventure. Ricordo quei momenti come i più belli della mia vita e, se tornassi indietro, li rivivrei senza cambiarne una virgola. Sembravano non finire mai. Ma era per via della mia età o per altro? Ricordo perfettamente che ci era consentito chiamare a casa con il telefono a gettoni una volta sola, a metà campo. Nessuno ne ha mai risentito, anzi! Qualche giorno fa ero da mio fratello, a Madrid. Whatsapp trillava continuamente, sia per motivi di lavoro che per semplici chiacchierate tra amici e colleghi, ma non mancavano nemmeno i messaggi di buon-qualcosa sui social, le email e via dicendo. Mi faceva piacere, chiaramente, ricevere un pensiero dagli amici distanti. Ma la mia mente era in troppi posti: lì a Madrid, con mio fratello e mia madre, e in varie parti d’Italia, un po’ impegnata a organizzare il lavoro, un po’ a chiedere di pazientare  a chi desiderava vedermi, un po’ a spiegare come stavo, come andava, dov’ero e via dicendo. La mia “presenza” si divideva e così il mio tempo e la sua intensità. Mentre all’epoca dei campi scout, io ero solo… dov’ero. In quel punto, con quelle persone, in quelle attività. Traiamo le nostre conclusioni…

Il lato oscuro della condivisione

silenceForse non ci avete mai pensato, ma le “sfide accettate”, i challenge, la condivisione di ogni “battaglia” privata non è una cosa sana. Trasforma in spettacolo ogni fase della vita, che come diceva Svevo a volte duole e non per questo è malattia in sé. E, soprattutto, questa mania inchioda pubblicamente a un singolo momento o periodo chi si espone e lo condivide. Sarete sempre quella sfida, quel momento, quella battaglia vinta o persa. Sarete quelli-che-nel-99 anche nel 2019. Non potrete cambiare città, lavoro, vita, senza essere ridotti a un momento passato. Tutto il mondo diventerà un paese pettegolo che vi ha cucito addosso una definizione, ma a fornire la misura siete stati voi.