scrivere è conoscersi nudi

Ieri una persona mi ha dedicato una frase che mi ha mozzato il fiato. Stavo ringraziando, perché mi era stata concessa l’occasione di lavorare due giorni in un contesto impegnato, segno di grande fiducia. Lui mi ha detto: “Ho letto quello che scrivi. Come potevo non fidarmi?”
Ho pensato che proprio così ho conosciuto molte persone fantastiche. Normalmente ci si incontra, ci si studia, si parla. Poi ci si spoglia, metaforicamente e magari anche non.
Leggendo, il processo si inverte: ci si conosce nudi.
Perché, anche quando non si scrive di sé, il verbo, la parola, è sempre soffio dell’anima, quanto di più intimo e vibrante si possa mostrare. Poi si scoprono gli abiti che indossiamo tutti i giorni, la pelle, i peli, le maschere e gli occhiali, il trucco e il tono della voce e tutte le protezioni che ci ricoprono.
Ma l’essenza è già nota, indimenticata ed è ciò che più conta.

foto brutte, auguri belli

La prima mattina d’inverno mi sono svegliata molto presto. D’altronde, dai miei mi viene naturale: in campagna è la natura a dettare i ritmi. L’istante che precede l’alba mi ha incantata. Alle mie spalle, un’enorme luna piena tramontava nel bosco. Davanti a me, Circe velata di nebbia, Venere come un brillante nel cielo e il sole che feriva di rosa le nubi all’orizzonte. Un istante dalla bellezza assoluta, che mi ha commossa. Perché nel momento più buio dell’anno, la luce inizia a crescere. Ecco, io vi auguro di rendervene conto. In qualsiasi cosa voi crediate, che festeggiate o meno, vi auguro di percepire come il solstizio d’inverno sia il primo passo verso la primavera. E di godervi questa luce che aumenta, mentre la natura lavora per rinforzarsi e fiorire. L’inverno è bellissimo, se lo sai guardare. E se la foto di quell’alba è brutta, pazienza: non potevo resistere a uno scatto con il cellulare. Ma l’emozione che ho vissuto, i colori indescrivibili, resteranno dentro di me. Auguri.

Più libri più liberi 2018 – esperienza e riflessioni

Per chi ama la lettura e l’universo di storie e sottostorie che gravitano intorno a essa, Più libri più liberi è l’evento di dicembre. Vuoi perché cade a pochi giorni dal Natale, quando la caccia al regalo è aperta, vuoi perché si tiene a Roma e qui tutte le strade portano, l’appuntamento è imperdibile e l’occasione ghiotta.  Per la prima volta dopo anni, non sono stata ospite allo stand dell’editore. Ho girato, fatto acquisiti e, soprattutto, ho incontrato o rincontrato dal vivo persone con cui interagisco ogni giorno. Sono tornata a casa con lo zaino pieno, il sorriso grande e qualche riflessione che voglio condividere con voi. Continuate a leggere cliccando su “continue reading” qui sotto.

Di eclissi, citazioni di libri, simboli e aria che tira

La notte del 27 luglio, sebbene estremamente afosa, mi ha ripagata della settimana trascorsa. Io e la mia metà abbiamo partecipato a un evento organizzato dagli astronomi del planetario di Roma (sapete, vero, che è chiuso da anni per motivi burocratici legati alla messa a norma di un ingresso del museo adiacente, nel quale ancora non sono iniziati i lavori?), per osservare un’eclissi di luna piena particolarmente lunga e scenografica, da un punto favoloso, uno degli affacci sui Fori. Al di là del fascino dell’evento per chi, come la sottoscritta, si appassiona di astronomia e del contesto unico, lo spettacolo della natura mi ha spinta a riflessioni libresche e non solo…
Nella foto più bella che abbiamo scattato,  la luna arrossisce e si vela per non vedere Marte dalla splendente armatura nella sua una danza d’amore cosmico con Venere. Marte è la “stella” che si vede a destra della foto. In questo periodo il “pianeta rosso” è ben visibile, perché vicino alla Terra. Venere è rappresentata dal tempio di Venere Genitrice, fatto costruire da Cesare. La luna, incantevole e solenne, era in eclisse, rossa e grande. A seguire, notizie & pensieri…

Lo stato dell’arte (di vivere)

Che fine ha fatto la mia promessa di leggere un classico al mese per tutto il 2018? E il proposito di tenere aggiornata la pagina? Si perdono, a volte, o per meglio dire si sospendono, quando la vita impegna ancora più del solito. Sono stati mesi cupi, gli ultimi due, ma facciamo anche tre. Mesi di dolore fisico, per me, e di dolore psicologico per alcune persone che mi sono care; mesi di lutto e di dentisti, mesi di suture e treni. Come sempre, la vita somiglia al mare e alterna tempeste a periodi di bonaccia. Non va considerata un male solo perché a volte duole, direbbe Italo Svevo attraverso il suo Zeno. Certo, la profonda stanchezza mi ha portato a tagliare alcuni rami che ritenevo ormai infruttiferi, come collaborazioni mai decollate o senza possibilità di ulteriore sviluppo. Quando le energie sono poche, si diventa più severi, si dicono più no, e questo è un bene.  Ogni stagione ha il suo senso, vediamola così.