un nuovo romanzo storico: Costanza Sicanie Regina

In principio fu un ottagono di cielo turchese. Poi un racconto brevissimo. Ma non mi bastava: sono golosa, curiosa, voglio provare sapori negletti e indimenticabili. Cerco, cerco ispirazione. E incontro, in differita, la bionda signora d’Aragona. Mi impressiona tutto ciò che ha fatto in vita e come venga, invece, rapidamente liquidata dalle biografie che si appuntano una data e lì s’impiccano.
Sono andata a trovarla il più vicino che potevo: il sarcofago in cui dorme, nella cattedrale di Palermo, cantava e raccontava.
Mi sono lasciata stupire e trascinare da una storia che sa di cannella, profuma di zagara, calda sulla pelle e avvolgente al palato.

La torta che stavo preparando mi è piaciuta così tanto che ho deciso di non condividerla. Il concorso Amazon Storyteller2020 mi ha dato lo spunto, alcune esperienza mi hanno donato la sicurezza nei miei mezzi, il covid ha fornito uno spintone.

Al momento, potete acquistarlo solo su Amazon, sia in cartaceo che in digitale, per godere della splendida copertina di Arianna Consonni che meriterà un articolo a parte.

Questa è la sinossi, intanto:

Anno 1209. Costanza è una vera Aragona: è colta, intelligente e dotata della tenacia necessaria a sopravvivere sul trono. Dopo la drammatica fine del periodo come regina d’Ungheria, fatica a rassegnarsi a una vita quieta, ospite nel chiostro fondato dalla madre. Cosa può aspettarsi dal domani? Costanza ormai ha venticinque anni ed è già vedova. 
Proprio tali caratteristiche attirano però le attenzioni del Papa, che vede in lei la consorte ideale per tenere a freno un ragazzo duro a morire, erede di due corone che, se riunite, circonderebbero i suoi territori. 
Così, sotto il sole schietto e il colori intensi di Palermo, le vite del giovane Federico II – quindici anni appena e già  sopravvissuto a un mare di guai – e di Costanza d’Aragona – dieci anni in più sulle spalle, la metà dei quali trascorsa regnando – si intrecciano in un bizzarro arazzo. Perché se progettare è umano, scombinare i piani è divino. 
È la storia di una coppia che diventa invincibile essendo improbabile, ma anche di un saraceno che desidera troppo, di una fanciulla che incanta, di una madre che ama e di un’altra che, morendo, ha imbevuto il proprio nome di un potere quasi magico.


Questa volta, lasciatevi stupire e sedurre dalla forza e dalla voglia di vivere.

Costanza sorrise di nuovo: i segni che apparivano al distendersi delle labbra le rimanevano impressi a lungo sulla pelle, ma più che indicare quanto avesse già vissuto, ricordavano a tutti con quanta intensità lo stesse facendo.

intervista sul blog di Babette Brown



Grazie infine al blog Babette Brown legge per voi che mi ha intervistata, facendo uscire proprio oggi le mie parole.
Giorno speciale, perché:
1) “Il magnifico perdente” compie un anno.
2) in calce all’intervista rivelo il contenuto del mio prossimo esperimento narrativo e ne mostro la strabiliante copertina, di cui parlerò diffusamente a tempo debito.
Potete leggere tutto qui: https://babettebrown.it/intervista-sonia-morganti/


la scrittura e l’amore fisico

Me lo fanno notare in molti: i miei libri sono estremamente casti.
Non è una scelta religiosa o morale, visto che da oltre metà della mia vita non credo in nessun dio.
Non è una scelta di pudore: sono sorella maggiore di fratellino, scout, amante dell’arte antica, amica degli uomini, ex cestista in squadra maschile; so fare pure le punture e non solo sulle braccia, vedete un po’ voi se mi scandalizzo facilmente. Semplicemente, non riesco proprio di descrivere l’amore. Quello fisico, intendo. 
Ma poi, c’è bisogno che ve lo descriva io? 
Eppure questa caratteristica, questa mancanza nei miei romanzi pare notarsi.

Siccome non è voluto, il problema me lo sono posta e, l’anno scorso, ho anche provato a risolverlo. Ero a Castel del Monte e ho pensato di far pratica in descrizioni esplicite su una cavia che fosse verbalmente… piacevole da maneggiare e abbastanza morta da non potermi denunciare. Chi meglio del biondo signore del maniero? Ma nulla: ne è nato un racconto filosofico! Che magari un giorno leggerete.

Perché scrivere scene erotiche è difficile e, se non lo si fa bene, con personalità, padronanza del linguaggio e della “regia”, diciamo così, scadere nel ridicolo è facilissimo.
Come lettrice, lo ammetto, più di una volta mi sono profusa in grasse risate.

Così ho deciso: fatevene una ragione. I miei libri sono casti e malinconici. Ammesso che torni a scrivere, non mi cimenterò in scene amorose finché non sarò in grado di farlo come Ismael Serrano in questa strofa:

Estás tan bonita, te invito a un café
La tarde es nuestra, desnúdame
Tras el relámpago te decía
Siempre recogeré flores en tu vientre

(E dai che si capisce!)

il mio prossimo romanzo storico – sesto indizio e rivelazione

Ed ecco l’ultimo indizio sul mio prossimo romanzo storico, che uscirà tra un mese esatto per Oakmond Publishing, una casa editrice piccola e temeraria di fronte alle sfide della qualità, unione di passione italica e precisione teutonica.
Qui, davvero, getto sul tavolo tutte le mie carte.
Il canto degli italiani, universalmente conosciuto come Inno di Mameli, in questo video è arrangiato con la chitarra classica e sonorità blues. A me piace soprattutto il giro iniziale, lento e appassionato.
Il nostro inno è prima di tutto una poesia intrisa di ideali elevati, di fratellanza umana, di coraggio, di impegno. Un testo prezioso, opera di Goffredo Mameli, un uomo giovane e bello come sono sempre gli eroi. Chissà quanto avrebbe potuto dare, all’Italia, un ragazzo così, se avesse potuto invecchiare.
Devo ammetterlo: non so se Mameli, che era un poeta e un combattente, cantasse o amasse suonare qualche strumento. In compenso Mazzini era più che capace di fare entrambe le cose. Il suo saggio sulla musica l’ho letto mentre cercavo di dormire in un gelido b&b cinese, immobile su un materasso pieno di buchi e bozzi, prima di un firmacopie.  I suoi pensieri, le sue lettere, i suoi articoli mi hanno fatto compagnia per due anni. Ed è per questo che vi aspetto il 2 giugno, sul sito della casa editrice, su Amazon e in libreria su ordinazione tramite grossista, con “Il magnifico perdente”.
Bum.
Questa è follia? Questa è Sparta?
No, signori, questa è l’Italia.