il prossimo romanzo storico – quinto indizio

Il mio prossimo romanzo storico esce a giugno e nei miei indizi musicali scopro sempre più le carte. Ecco un video delizioso: l’ouverture de La gazza ladra di Rossini, suonata con la chitarra classica. La persona che cercherò di far vivere e respirare tra le mie pagine si era occupata di musica per passione, aveva scritto anche di Rossini, e, come avrete capito da tutti gli indizi precedenti, suonava molto bene la chitarra. Non gli sarebbe dispiaciuto, probabilmente, unirsi a questi due bravissimi musicisti. Avete mai provato ad ascoltare la musica classica suonata con la chitarra? Io la trovo molto affascinante. Se avete capito di chi parliamo, vi starete dicendo: “Ma sei matta?” Come si fa, d’altronde, a scrivere un romanzo ambientato in quell’epoca su una persona che non va a cavallo, non imbraccia il fucile, non ha i capelli al vento e col cavolo che obbedisce? Si può, eccome. Anzi, per me è stata un’avventura salvifica.  Vi sfido a leggere e poi mi farete sapere. E per chi ancora non ha capito? Ne riparliamo a maggio, con l’ultimo indizio prima dell’uscita 😉

Il lato oscuro della condivisione

silenceForse non ci avete mai pensato, ma le “sfide accettate”, i challenge, la condivisione di ogni “battaglia” privata non è una cosa sana. Trasforma in spettacolo ogni fase della vita, che come diceva Svevo a volte duole e non per questo è malattia in sé. E, soprattutto, questa mania inchioda pubblicamente a un singolo momento o periodo chi si espone e lo condivide. Sarete sempre quella sfida, quel momento, quella battaglia vinta o persa. Sarete quelli-che-nel-99 anche nel 2019. Non potrete cambiare città, lavoro, vita, senza essere ridotti a un momento passato. Tutto il mondo diventerà un paese pettegolo che vi ha cucito addosso una definizione, ma a fornire la misura siete stati voi.

Recensione di Patres su Oubliette Magazine

Arriva la primavera, marzo era il primo mese dell’anno per gli antichi: d’altronde, è in questa stagione che tutto rinasce e incontra un nuovo inizio. Tra il marzolino e il marziale – nessun termine viene usato per caso – è spuntata anche una bellissima recensione di Patres, pubblicata su Oubliette Magazine e scritta dalla bravissima Altea Alaryssa Gardini. Che la storia dei figli di Marte sia piaciuta a lei, persona del mestiere nonché forza della natura, per me significa molto. La recensione potete leggerla cliccando qui, l’emozione invece è tutta mia 🙂

recensione di patres

“Patres” continua il suo cammino, lento e costante come tutti i miei romanzi. Qualche giorno fa è arrivata anche la recensione di Sara de IL mondo di Sara – La creatività trova sempre il modo di uscire. Potete leggerla qui: https://mondodisara.com/2019/03/03/patres-sonia-morganti-leone-editore/
È un’emozione sapere che il bene che hai provato scrivendo è diventato, oltre le distanze e la quotidianità, bene provato leggendo. È tutto ciò che desidero.

“L’ambientazione è studiata con cura, mentre leggi cammini nell’antico Latium e annusi i profumi di Alba Longa, della campagna e senti i rumori di una città nascente. Non inonda chi legge con descrizioni noiose: concede quel particolare rivelatore che stimola interesse e sensazioni autentiche.”

E fatevelo un viaggetto nel tempo con me, no?

scrivere è conoscersi nudi

Ieri una persona mi ha dedicato una frase che mi ha mozzato il fiato. Stavo ringraziando, perché mi era stata concessa l’occasione di lavorare due giorni in un contesto impegnato, segno di grande fiducia. Lui mi ha detto: “Ho letto quello che scrivi. Come potevo non fidarmi?”
Ho pensato che proprio così ho conosciuto molte persone fantastiche. Normalmente ci si incontra, ci si studia, si parla. Poi ci si spoglia, metaforicamente e magari anche non.
Leggendo, il processo si inverte: ci si conosce nudi.
Perché, anche quando non si scrive di sé, il verbo, la parola, è sempre soffio dell’anima, quanto di più intimo e vibrante si possa mostrare. Poi si scoprono gli abiti che indossiamo tutti i giorni, la pelle, i peli, le maschere e gli occhiali, il trucco e il tono della voce e tutte le protezioni che ci ricoprono.
Ma l’essenza è già nota, indimenticata ed è ciò che più conta.