odi et amo roma

Istantanee di una città rappezzata, con il suo grande passato alle spalle, qualche punta di orgoglio, troppe figure folcloristiche e un’ironia che le scarnifica per salvarsene.

Boccea, incrocio principale. Un autobus perde olio proprio nel mezzo dell’attraversamento. Si ferma. Arrivano i vigili, transennano. Tutto bloccato. L’autista apre le braccia, si volta verso i passeggeri e fa «Signori, lasciate ogni speranza o voi ch’intrate»

L’imbruttimento è portato della vita cittadina. La sua declinazione dipende dalla città.

la scrittura e l’amore fisico

Me lo fanno notare in molti: i miei libri sono estremamente casti.
Non è una scelta religiosa o morale, visto che da oltre metà della mia vita non credo in nessun dio.
Non è una scelta di pudore: sono sorella maggiore di fratellino, scout, amante dell’arte antica, amica degli uomini, ex cestista in squadra maschile; so fare pure le punture e non solo sulle braccia, vedete un po’ voi se mi scandalizzo facilmente. Semplicemente, non riesco proprio di descrivere l’amore. Quello fisico, intendo. 
Ma poi, c’è bisogno che ve lo descriva io? 
Eppure questa caratteristica, questa mancanza nei miei romanzi pare notarsi.

Siccome non è voluto, il problema me lo sono posta e, l’anno scorso, ho anche provato a risolverlo. Ero a Castel del Monte e ho pensato di far pratica in descrizioni esplicite su una cavia che fosse verbalmente… piacevole da maneggiare e abbastanza morta da non potermi denunciare. Chi meglio del biondo signore del maniero? Ma nulla: ne è nato un racconto filosofico! Che magari un giorno leggerete.

Perché scrivere scene erotiche è difficile e, se non lo si fa bene, con personalità, padronanza del linguaggio e della “regia”, diciamo così, scadere nel ridicolo è facilissimo.
Come lettrice, lo ammetto, più di una volta mi sono profusa in grasse risate.

Così ho deciso: fatevene una ragione. I miei libri sono casti e malinconici. Ammesso che torni a scrivere, non mi cimenterò in scene amorose finché non sarò in grado di farlo come Ismael Serrano in questa strofa:

Estás tan bonita, te invito a un café
La tarde es nuestra, desnúdame
Tras el relámpago te decía
Siempre recogeré flores en tu vientre

(E dai che si capisce!)

recensioni de Il magnifico perdente

“Il magnifico perdente”, romanzo storico edito da Oakmond Publishing il 2 giugno 2019, inizia ad avere le sue recensioni. La vita di un libro, oggi, si decide in poche settimane. È assurdo, concordo. Io, però, vado avanti per la mia strada e nel mio proposito di ritrovare l’aspetto ludico e culturale della creatività. E pian piano le recensioni stanno arrivando.
Le trovate a questo link
Grazie a chiunque vorrà provare a immergersi in un romanzo storico insolito per tema ed epoca, ma rigorosamente documentato, emozionante senza bisogno di effetti speciali; un libro da me fortemente sentito e voluto. Se poi vorrete mandarmi due righe di opinione, ve ne sarò davvero riconoscente.

L’ultimo segreto di Botticelli

Cos’è che rende vivi, dà luce e speranza al mondo? L’amore. Scintilla creativa e creatrice, propulsione al cambiamento, alla danza armonica che concilia gli opposti. Questi sono Venere e Marte, la guerra e la pace, il chiarore e il buio… Luce e Giovanni delle Bande Nere nel libro di Lisa Laffi.

Seguo questa autrice da quando esordì con il bellissimo “Il serpente e la rosa”. L’ho conosciuta e adorata per mille motivi che non sto qui a spiegare. Sono sempre stata certa che prima o poi qualcuno si sarebbe accorto della sua penna garbata ed elegante, del suo animo gentile e antico nel senso migliore del termine, che traspare nelle sue storie. E qualcuno con la forza di far conoscere al grande pubblico il suo talento è infine arrivato, così “L’ultimo segreto di Botticelli” potete trovarlo in tutte le librerie. continua a leggere cliccando sul link “continue reading” in basso a destra