quando si parla di scrivere

Si discute tanto di editori, romanzi e autori. In base all’editore che pubblica o non pubblica, si desume il valore di un testo e tutto un corollario di questioni tecniche. In base all’immagine dell’autore e alle iniziative promozionali che può o non  può intraprendere, si decide se valga la pena o meno leggerne il lavoro. In tutto questo, c’è un illustre disperso: la storia raccontata. E a me interessa solo di lei. Di leggere (e scrivere) storie libere dalle mode, impeccabili nella grammatica ed eleganti nella forma, oneste nell’intenzione, fortemente sentite nel cuore, che lascino un messaggio. A questa realtà, nel 2015, non ero preparata. Ci sbattei contro e mi ammaccai anche. Ora sono consapevole dell’ambiente e mi assumo la responsabilità di pensare e agire a modo mio, serenamente.

riflessioni di un’istagrammer – l’immagine nella Storia

@A. Baldi –  illustrazione dell’estratto a fine post

Nell’era dei selfie e di Instagram, non nuoce una piccola riflessione sull’immagine nella Storia, pubblicata anche sulla mia pagina Facebook (la trovate qui).

Fino alla fine degli anni Novanta, ogni foto era una scommessa.
Si scopriva solo dopo qualche giorno se lo scatto era venuto bene, se quel momento a cui tenevamo tanto era stato immortalato. Bisognava trattarlo con cura, il rullino! Non era impossibile regalare una foto, ma era un gesto di valore: bisognava conservare con cura i negativi, pagare ogni copia.

Di recente mi sono imbattuta in una lettera che risale a 151 anni fa. 

una documentazione di… spicco

documentarsi cercando di essere… all’altezza!

Oggi sono bloccata a casa con una fortissima tosse, così mi sono messa in testa di impilarli tutti, o almeno tutti quelli che ho qui a Roma. Escludendo una ventina che sono rimasti in paese, i tre che mi stanno arrivando da Amazon, gli ebook, due che ho dimenticato di tirare giù dalla mensola e uno che ho prestato.
Sono i libri che ho letto per documentarmi e poi scrivere di Calpurnia, dei nativi americani in un ipotetico futuro, di due personaggi mitologici (di cui vi parlerò tra qualche mese), di un personaggio italiano tanto noto quanto umanamente sconosciuto (e spero di parlarvene in seguito), di una stupenda madre d’Italia (ho quasi finito la prima stesura e mi sono innamorata di lei) e del suo sorprendente ultimogenito (lo schema fermenta nella mia testa)…
Perché quando dico che leggere è un viaggio e scrivere è ballare un tango, sono seria.

Il blogtour di “Far West” – tutte le tappe e i link qui

È terminato oggi il bellissimo blogtour dedicato al mio nuovo romanzo, “Far West” pubblicato il 20 ottobre 2017 da Leone Editore.
Cosa racconta?

2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore.

E queste sono le tappe, una per una.

Di baci, tango, scrittura e sfumature di arcobaleno

Quando è stata celebrata la giornata internazionale del bacio, molti autori hanno colto l’occasione per pubblicare estratti a tema. Ci ho provato anche io, onestamente. Non volendo pubblicare Catullo che, anche tra le mie pagine, chiede mille baci e quindi cento per ingannare la morte, ho aperto il mio file di “Calpurnia, l’ombra di Cesare”, premuto cmd+f e cercato la parola bacio. Ricorreva solo tre volte, due delle quali metaforiche. L’unico bacio, inteso come scambio affettivo di coppia, è… sulla fronte. Questo, insieme ad alcune altre faccende correlate, mi ha fatto riflettere un po’ e avevo piacere a condividere questi pensieri con chi vorrà seguire il post.
Mi ritengo l’ultima persona a poter parlare di scrittura. Io scrivo poco, lentamente e solo per passione. Però, sebbene queste mie riflessioni non abbiano nessun titolo ad avvalorarle, sono sincere.

Parlavamo di baci. E di quel che ne può seguire. Ho sempre pensato di aver amoreepsichescritto un libro particolarmente casto rispetto alla moda di oggi per una mia forma di rispetto verso i personaggi che, in questo caso, sono persone realmente esistite. Poi di libri ne ho ultimati due che avevo iniziato da anni, tutti con personaggi inventati o presenti nella mitologia, quindi che non si possono “offendere”, ma si è ripetuto lo stesso fenomeno.
Ora mi sono imbarcata in una nuova avventura, finalmente frutto della “me” di oggi e il vento soffia forte e allegro nelle vele della creatività. Non so se riuscirà a diventare un libro, tanti fattori sono in gioco.