I prossimi eventi

Domenica 21 ottobre,  sarò nel Mondadori Bookstore di Saronno per intercettare potenziali lettori di Patres e, se interessati, firmare loro una copia del romanzo.  Arriverò verso le 11:00 e sarò lì fino alle 18:00. L’impossibilità di pernottare non mi consente una permanenza maggiore, comunque abbiamo una buona finestra di tempo per incontrarci!
Sabato 27 ottobre giocherò in casa: a Roma, in via Appia antica 222 ore 16:00, nella sala conferenze dell’area archeologica di Capo di Bove, racconterò Roma prendendo spunto dai miei romanzi. Non una presentazione, ma una passeggiata tra quattro stagioni, due romanzi e una sola civiltà, accompagnata dalla splendida musica d’epoca di Augusto Mastrantoni con l’ensemble La Fontegara, composto da Dario Guerci e Pasquale Sculco, e dalle letture di Simona Bittoni della scuola di dizione, recitazione e public speaking Il Melograno. Sarà un evento emozionante in cui spero di porgervi quella scintilla di calore e di luce che il mondo antico offre a chi la vuole sentire.

Un “bah” per Vox

Difficilmente leggo l’ultima uscita arroccata in vetta alle classifiche. Essendo a conoscenza di alcuni meccanismi editoriali volti a creare il “fenomeno del momento”, è più probabile che io giri tra gli scaffali bassi e nascosti delle librerie o setacci direttamente i siti delle piccole case editrici. Di Vox però mi sono incuriosita, perché leggo anche distopico  e l’esperienza che ho avuto pubblicando Far West mi ha confermato le potenzialità del genere e i pregiudizi verso lo stesso. Così Vox me lo sono comprato e letto, contribuendo anche io, con la mia moneta, ad alimentare le classifiche.  Non posso dirmi del tutto soddisfatta: Vox è un libro strano, con un paio di spunti molto validi, senza i quali l’avrei bocciato eppure ritengo che vada letto con attenzione.  Qui a seguire vi spiego il perché nel dettaglio. [trovate parte di questa recensione anche su Amazon]->…

Patres, il nuovo arrivato

È ufficialmente uscito il 27 settembre “Patres”, il mio ultimo romanzo.
È un libro che gioca su due piani: racconta il mito come farebbero i vecchi aedi, rielaborandolo in cerca delle eterne chimere umane, colorandolo per renderlo appetibile al nuovo uditorio, ma inserisce nell’intreccio elementi storici e archeologici che raccontano il Lazio dell’epoca, i suoi popoli e le dinamiche che portarono alla nascita di quelli che, nel giro di pochi anni, si sarebbero definiti “romani”.
Iniziamo subito i giri di giostra con qualche appuntamento.
Domenica 21/10,  sarò nel Mondadori Bookstore di Saronno tutto il giorno, per intercettare potenziali lettori di “Patres” e, se interessati, firmare loro una copia del romanzo.
Sabato 27/10 giocherò in casa: a Roma, sull’Appia antica, nella sala conferenze dell’area archeologica di Capo di Bove, racconterò Roma prendendo spunto dai miei romanzi. Non una presentazione, ma una passeggiata tra quattro stagioni, due romanzi e una sola civiltà, accompagnata dalla splendida musica d’epoca di Augusto Mastrantoni con l’ensemble La Fontegara, composto da Dario Guerci e Pasquale Sculco, e dalle letture di Simona Bittoni. Sarà un evento emozionante e non una presentazione autoreferenziale. Io voglio offrirvi quella scintilla di calore e di luce che il mondo antico offre a chi la vuole sentire.

Una targa per Far West

Con orgoglio, posso dire che anche “Far West” ha ottenuto un riconoscimento. Al romanzo è stata assegnata una targa in occasione della XXXV Edizione 2018 Premio Città di Cava de’Tirreni. Colleziono targhe, ma il cinquantino ancora non riesco a ricomprarlo! Scherzi a parte, è una grande soddisfazione per me.
Questo romanzo è uscito e ha fatto il suo cammino in un anno molto, molto difficile per la persona che mi è più cara e, di rimando, per tutti noi.
La promozione è stata faticosa per motivi su cui ho riflettuto e mi spiace perché “Far West” non meritava gli ostacoli e la diffidenza che ha dovuto affrontare. Ma le storie, a volte, hanno un lieto fine!

Di eclissi, citazioni di libri, simboli e aria che tira

La notte del 27 luglio, sebbene estremamente afosa, mi ha ripagata della settimana trascorsa. Io e la mia metà abbiamo partecipato a un evento organizzato dagli astronomi del planetario di Roma (sapete, vero, che è chiuso da anni per motivi burocratici legati alla messa a norma di un ingresso del museo adiacente, nel quale ancora non sono iniziati i lavori?), per osservare un’eclissi di luna piena particolarmente lunga e scenografica, da un punto favoloso, uno degli affacci sui Fori. Al di là del fascino dell’evento per chi, come la sottoscritta, si appassiona di astronomia e del contesto unico, lo spettacolo della natura mi ha spinta a riflessioni libresche e non solo…
Nella foto più bella che abbiamo scattato,  la luna arrossisce e si vela per non vedere Marte dalla splendente armatura nella sua una danza d’amore cosmico con Venere. Marte è la “stella” che si vede a destra della foto. In questo periodo il “pianeta rosso” è ben visibile, perché vicino alla Terra. Venere è rappresentata dal tempio di Venere Genitrice, fatto costruire da Cesare. La luna, incantevole e solenne, era in eclisse, rossa e grande. A seguire, notizie & pensieri…