M Il figlio del secolo

Era la lettura controversa del 2018, ma io non l’ho trovata tale, tant’è che ho finito il libro qualche mese fa, in poco più di una settimana. Per me, è stata solo una delle più impegnative, per ricchezza e mole, ma così la volevo. E ci tenevo molto, per un motivo: M. Il figlio del secolo racconta di Mussolini e io sono nata e cresciuta in una delle città di fondazione. Quindi, per forza di cose, per me il fascismo era “naturalmente” parte della Storia ancora prima di studiarlo a scuola: conosco a memoria la dedica della città scolpita sul fianco della torre comunale, perché lì facevo i miei giri in bicicletta, esattamente come giocavo a pallone sul selciato della chiesa dove, in un mosaico, “lvi” che falcia il grano. Proprio per questo motivo, ho sempre guardato con molta pena quelli del “se tornasse lvi”, perché ignorano come il mondo sia cambiato, spesso ignorano volutamente anche com’era all’epoca e in genere sono i primi che frignerebbero a gran voce nel momento in cui un regime autoritario tocca un loro diritto invece che altrui. La democrazia e la libertà sono faticose e impegnative, sono roba da adulti.
Ciò detto, ho sempre pensato che l’unico modo per superare la Storia, imparare la sua lezione e andare avanti, sia quello di trattarla come tale. Con serena lucidità.
M. Il figlio del secolo è, forse, una via. Continuate a legge il post cliccando su continue reading, e vi dirò molto di più.

il prossimo romanzo storico: secondo indizio

È iniziato il 2019 e, tra qualche mese, verrà pubblicato il mio prossimo romanzo storico. Il mese scorso vi ho dato un primo indizio del tema con una canzone delicata e malinconica, mentre il suggerimento di gennaio è legato a doppia catena al primo. In questo caso, abbiamo un classico dell’epoca dei nostri genitori, o almeno dei miei: C’era un ragazzo. Vi posto il link alla suggestiva reinterpretazione di Lucio Dalla. Quando capirete il tema del mio prossimo romanzo storico, resterete perplessi dall’associazione. Ma se lo leggerete, coglierete tutti i sottili suggerimenti. Abbiamo di nuovo una chitarra, che fa passare sopra l’avvenenza del suonatore. Occhio a un nome proprio di persona, presente nella canzone. E poi Gianni Morandi è un emblema pop profondamente italiano. In ultimo, è una canzone che mi è molto cara perché mi ricorda i viaggi per andare dai nonni in Abruzzo.

buona fine e buon principio

Sta calando il sole sull’ultimo giorno del 2018. Anzi, probabilmente sarà già tramontato quando terminerò di scrivere questi post. È tempo di bilanci e, per i signori del piano di sotto che hanno messo la friggitrice sul terrazzo, sotto al mio bucato, verrà anche il tempo di bilancia. Facezie a parte, sono rientrata guardando il tramonto, dopo un allenamento in sala pesi. Lo shuffle di Spotify nelle orecchie mi ha propinato canzoni che non potevo fare a meno di sussurrare, nella borgata già deserta e comunque puzzolente, davanti a quel tramonto leggiadro. 

foto brutte, auguri belli

La prima mattina d’inverno mi sono svegliata molto presto. D’altronde, dai miei mi viene naturale: in campagna è la natura a dettare i ritmi. L’istante che precede l’alba mi ha incantata. Alle mie spalle, un’enorme luna piena tramontava nel bosco. Davanti a me, Circe velata di nebbia, Venere come un brillante nel cielo e il sole che feriva di rosa le nubi all’orizzonte. Un istante dalla bellezza assoluta, che mi ha commossa. Perché nel momento più buio dell’anno, la luce inizia a crescere. Ecco, io vi auguro di rendervene conto. In qualsiasi cosa voi crediate, che festeggiate o meno, vi auguro di percepire come il solstizio d’inverno sia il primo passo verso la primavera. E di godervi questa luce che aumenta, mentre la natura lavora per rinforzarsi e fiorire. L’inverno è bellissimo, se lo sai guardare. E se la foto di quell’alba è brutta, pazienza: non potevo resistere a uno scatto con il cellulare. Ma l’emozione che ho vissuto, i colori indescrivibili, resteranno dentro di me. Auguri.

Sette motivi per leggere “Far West”

Oggi voglio parlare di uno dei miei libri e voglio farlo in maniera spudorata, dandovi sette buoni motivi per leggerlo. Raramente sono così “esplicita” e diretta, ma ho i miei motivi, perché amo molto questo romanzo, che è nato dopo anni di lavoro e tanti bocconi amari. Eppure é quasi stato nascosto, forse perché diverso dalla produzione che ci si aspettava da me. Complice una situazione drammatica vissuta da una persona a me cara proprio a ridosso dell’uscita del libro, non ho avuto modo di ovviare la scarsa promozione. Ho fatto diversi firmacopie, ma si sa che non sono il mio forte. E quindi, seppur in ritardo, voglio rendergli apertamente i suoi meriti. Ecco l’elenco dei sette motivi per leggere “Far West” o – perché no? – regalarlo a Natale. Clicca su continue reading per scoprire di cosa parla, qualche curiosità e il suo vero titolo.